di Monica Zaulovic  -  La Voce di Trieste Venerdì 15 Luglio 2011

Nel corso di un'intera vita le persone hanno la possibilità di imparare che ogni attimo è prezioso.

Ufficio postale di via Colombo. Luglio 2011 ore8 30.

 

Nell’attesa dell’apertura, una fila fuori dalla porta di circa una decina di persone. Nella noia di un tempo che sembra interminabile ci si accoda, prendendo il proprio posto. Nell’attesa, lo sguardo spazia ed osserva le persone circostanti tra mille chiacchiere mattutine e parecchie lamentele.

Due donne circa sulla settantina d’anni parlano in modo qualunquista. Accanto ad una di esse un uomo.

Un uomo di circa settant'anni, seduto sul muretto. Per nulla trascurato, indossa una simpatica maglietta con delle scritte in cirillico. Lo sguardo viene catturato già da questo semplice dettaglio. Sta in silenzio, sembra completamente assente dalla situazione, lo sguardo basso, assente ma dignitoso. Trasmette un atteggiamento semplice ma autorevole. Si guarda le mani, sono molto grosse, sembrano forti.

Capisco. E’ Alzheimer.

Finalmente la porta si apre.. spintoni tra anziani. La donna accanto a lui lo aiuta ad alzarsi e dopo essere entrati lo fa sedere sulle poltroncine laterali, mentre lei si occupa dei pagamenti.

I suoi due occhi semi chiusi e apparentemente assenti, nel suo silenzio, parlano più di tutto quel vociare che lo contorna. Un cliente con un cane gli si siede accanto. Ed ecco che alla vista e nello sfiorare quel cagnolino, i suoi occhi riprendono vita e con fatica si sforza di parlare. Chiede il nome. Esce dal suo mondo per approcciarsi a quel delizioso essere animale. Con il sorriso e gli occhi spalancati entra per qualche istante in quel mondo dove non c'è bisogno di concetti e di parole. Carezze, sorrisi. Candido musetto dal naso umido che lo annusa e gli lecca le grosse mani. Ma poi, la donna ritorna. Lui si alza, pronto ad andarsene e all’improvviso i suoi occhi tornano ad essere quelli di prima, semichiusi e assenti.

Senza entrare nel merito scientifico, pet-terapy o altro, riflettiamo sull’essere e sull’attimo.

Gli animali, anche a causa o grazie ai loro limiti, vivono costantemente nel presente e quindi accettano in ogni istante la totalità del loro ed altrui essere.

Istante, attimo.

Quell’istante ha frantumato la malattia inguaribile di quell’uomo, anche se solo per un attimo.

 

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