di Monica Zaulovic  -  La Voce di Trieste Lunedì 25 Luglio 2011

Lo aveva dichiarato apertamente pubblicamente e ripetutamente. Lo aveva confessato nella canzone Back to Black: "Io sono morta un centinaio di volte”, così come aveva dichiarato il nome dell’omicida: Signora Solitudine.

Aveva cercato di armarsi per difendersi, per sfuggirle. Ha confessato ripetutamente l’arma scelta: la bottiglia. Un’arma sbagliata? Non per moralismo, ma perché non è stata in grado di difenderla. Quindi …è stata uccisa.

“…E io mi sveglio da sola
E io mi sveglio da sola
E io mi sveglio da sola…
Mi inonda di un senso di paura
Che mi inzuppa l’anima”

In Wake up alone, “quell'uomo ha detto: perchè credi di essere qui? Io ho risposto: non ne ho idea, perderò, perderò il mio tesoro, quindi mi tengo sempre vicina una bottiglia. Lui ha detto: penso solo che tu sia depressa baciami qui e poi và a riposarti, tesoro"

Infatti non c’era neppure chi le asciugava le lacrime del dolore e della paura. In” Tears Dry On Their Own”, “Le mie lacrime si asciugano da sole”, lo continua a ripetere. Immobili , noi tutti, a godere della mescolanza tra jazz e hip hop, e di una voce paragonabile a quella una diva nera anni quaranta. Magari in qualche pezzo ci siamo a fermati a riflettere sulle parole, ma solo ed esclusivamente, perché quel qualcosa ci ha toccato nel nostro personale, nelle nostre proiezioni o ombre vissute.

Oggi, la notizia della sua morte scatena discussioni e giudizi. Come sempre, piangere e all’improvviso apprezzare un volto conosciuto solo perché è deceduto è banalmente squallidamente classico. Sparar sentenze, sembra lo sport preferito dell’essere umano. Consapevolizzare invece risulta un termine cancellato dai nostri vocabolari. Era già morta. E’ stata uccisa.

Colpisce infatti oggi l'articolo di "Newnotizie salute" intitolato “La solitudine è più pericolosa dell’alcol e del fumo“.

 

 

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