di Monica Zaulovic  -  La Voce di Trieste Domenica 07 Agosto 2011 

"Caro David ti ricordi quando un giorno, consapevole dei problemi della nostra relazione, mi hai chiesto di vivere insieme, seppur infelici, ma per esser felici?

Un amico l’altro giorno mi ha portato nell’Augusteo. Ottaviano Augusto lo aveva fatto costruire per seppellire i suoi resti, poi sono arrivati i barbari e lo hanno distrutto come tutto il resto, ma il grande imperatore di Roma come poteva immaginare che Roma un giorno sarebbe stata un cumulo di rovine? Quel posto è uno dei luoghi più silenziosi e solitari di Roma: la città durante i secoli gli è cresciuta, attorno. È come una ferita, preziosa. E’ come una tristezza alla quale non vuoi rinunciare perché è un dolore troppo piacevole…

Tutti vogliamo che le cose restino uguali. Accettiamo di vivere nell’infelicità perché abbiamo paura dei cambiamenti, delle cose che vanno in frantumi. Poi ho guardato questo luogo ed il caos che ha subito, com’è stato incendiato, com’è stato saccheggiato, e mi sono sentita rassicurata.

 

Forse la mia vita non è stata così caotica, e la sola vera trappola è restare attaccata ad ogni cosa. Le rovine sono un dono, la distruzione è la via della trasformazione, anche in una città… eterna. Un augusteo insegna che dobbiamo esser preparati ad ondate infinite di trasformazioni.

 

Sia te che io meritiamo.. forse di più..”

 

Fantastico, emozionante, toccherebbe chiunque! Un colpo di genio del regista! Bravo, caro regista, nei secoli dei secoli è andata così, ed oggi anche.

Un lutto? Una separazione ? La disoccupazione? è questo quello che amici, giornali di psicologia, grandi guru ti rispondono. Come tutti, forse, ho sentito le lacrime scendere sul volto nell’udire tale citazione.

Poi ho pensato: basta! Non siamo Dio, ma abbiamo tutti i diritti di costruire, credere, ed incazzarci quando tutto crolla.

Abbiamo diritto a “non raccontarcela”. Abbiamo diritto ad essere sanamente arrabbiati e provare dolore senza pensare a quanto è giusta la via della trasformazione.

Cos’è giusto? E’ giusto ciò per cui investiamo e ha tutto il dovere di permanere. Altrimenti chiunque ci abbia mandato quaggiù, poteva toglierci la capacità d’azione e magari anche l’intelletto. Nella nostra azione non abbiamo scelto di costruire quel qualcosa per poi vederlo crollare restando seduti nel silenzio, pensando “oh, quant’è giusta la via della trasformazione?”

Poi dicono che credere in Dio è un palliativo. Questo no? Queste nuove teorie più o meno subdole che ti colpiscono nei film, con quella colonna sonora perfetta.. per farti male ancora più nel profondo. Certo, facendoti male, ti colpirà. E quando ti avrà colpito penserai “ oh cielo, quando mi sono ritrovato!”

Bravi registi!

Una missione commerciale che distrugge e confonde ancor di più l’essere umano. Quanto denaro ne deriva da questo, eh? Ma intanto citate religioni, morali, guru, meditazione, ecc..

Tasti giusti.

Andate in politica. Avrete successo!

 

I MIEI LIBRI IN VETRINA

 

© 2017 Monica Zaulovic