di Monica Zaulovic  -  La Voce di Trieste Sabato 13 Agosto 2011 

Un film che nel 1994 ebbe un notevole impatto sulla cultura popolare occidentale, è ricordato anche per questa frase: «stupido è chi lo stupido fa». Oggi è frase ormai d’uso comune. Ma cerchiamo di scoprire chi è lo stupido.

La persona stupida per definizione non sa di esserlo ed ha come sua caratteristica specifica quella di causarti danno senza procurarsi alcun vantaggio. Anche un bandito causa danni agli altri, ma la differenza sostanziale è che, facendo questo, ne ottiene sempre un vantaggio per sè.

La differenza quindi sta nel fatto che il bandito opera con intelligenza ed è quindi prevedibile. Lo stupido no!

D. Bonhoeffer scriveva sull’argomento dichiarando che lo stupido è “…Il nemico del bene. Per il bene la stupidità è un nemico più pericoloso della malvagità. Contro il male è possibile protestare, ci si può compromettere, in caso di necessità è possibile opporsi con la forza; il male porta sempre con sé il germe dell’autodissoluzione, perché dietro di sé nell’uomo lascia almeno un senso di malessere. Ma contro la stupidità non abbiamo difese. Qui non si può ottenere nulla, né con proteste, né con la forza; le motivazioni non servono a niente. Ai fatti che sono in contraddizione con i pregiudizi personali semplicemente non si deve credere - in questi casi lo stupido diventa addirittura scettico - e quando sia impossibile sfuggire ad essi, possono essere messi semplicemente da parte come casi irrilevanti. Nel far questo lo stupido, a differenza del malvagio, si sente completamente soddisfatto di sé; anzi, diventa addirittura pericoloso, perché con facilità passa rabbiosamente all’attacco. Perciò è necessario essere più guardinghi nei confronti dello stupido che del malvagio. Non tenteremo mai più di persuadere lo stupido: è una cosa senza senso e pericolosa…..”

Anche Carlo Maria Cipolla l’ha descritto efficacemente nel suo Allegro ma non troppo (Il Mulino, Bologna 1988): “Gli stupidi costituiscono un gruppo più influente persino di sistemi di potere come le mafie o le lobby industriali. Disorganizzati e senza ordinamento, privi di vertici o statuto, riescono tuttavia a operare con incredibile coordinazione ed efficacia.”

Ora, avendone constatata la pericolosità, analizziamo l’etimologia: Stupido deriva dal latino stupidus, che a sua volta deriva dal verbo stupeo, ovvero stupire… ma anche restare stordito, attonito.

Interessante! Infatti quanto ci stupisce, ci disarma e ci paralizza la scoperta dello stupido!

La stupidità, precisiamo, non tocca l’intelletto, ma l’umanità della persona. Un problema sociologico, quindi, che spesso è relativo all’ostentazione esteriore e che può essere di vari tipi, dal politico, al religioso e via dicendo.

Gli stupidi si fermano all’apparenza, credendo che ciò che si vede …è!

Come conseguenza si ha il fiorire di personaggi pubblici (politici, imprenditori, dello spettacolo, ecc..), splendidi da vedere, ma completamente inutili nella realtà.

Un idiota in un posto importante è come l’uomo di Tiziano Terzani in cima alla montagna: tutto gli sembra piccolo, ma pure lui sembra piccolo a tutti… ma intanto quanti danni fa!

Concludo riprendendo l’esempio di Forrest Gump, il quale attraverso le sue citazioni diceva grandi verità, e vi chiedo una profonda riflessione. Mi viene in aiuto anche un bell’articolo del Corriere della Sera del 2006 a firma di Giovanni Sartori, che dice: “Ci siamo fregiati del titolo di homo sapiens sapiens. Ma un’umanità che non sa salvare se stessa da se stessa merita semmai il titolo di homo stupidus stupidus. A proposito: buon ferragosto. Oggi siate lieti e spensierati. Se poi vi interessa il futuro, allora mi potete ancora leggere e “male dire” domani.

Buone vacanze a tutti.

 

 
 

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